Crediti all’esportazione: un incentivo per tutte quelle imprese che vogliono espandere la propria attività all’estero – Ep. 14

Ep. 14 – Crediti all’esportazione

MCM Il podcast di diritto per le piccole e medie imprese

In Italia crescono solo le PMI che sanno innovare ed esportare”.

Questo è il mantra che da mesi, forse anni, le statistiche ufficiali ed i media del settore continuano a ripetere.

E voi? Siete interessati ad esportare i vostri prodotti o i vostri servizi? Oppure già esportate, ma non tanto quanto vi piacerebbe fare; perché alcuni paesi o mercati sono troppo rischiosi…

E se vi dicessimo che esiste un modo per vendere all’estero in maniera più sicura, offrendo al contempo ai vostri clienti condizioni più competitive?

Scoprite come tutto ciò è possibile ascoltando la quattordicesima puntata di MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese!

In questa puntata vi presentiamo l’istituto del credito all’esportazione, un incentivo per tutte quelle imprese che vogliono espandere la propria attività all’estero, gestito da SIMEST S.p.A. per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Si tratta nella sostanza di una forma di finanziamento pubblico, coperto da una particolare polizza assicurativa, che permette alle PMI italiane di offrire all’estero i propri prodotti e servizi in modo di gran lunga più competitivo rispetto alla concorrenza straniera. Il tutto riducendo al minimo i rischi di insolvenza.

All’interno del nostro podcast vi descriveremo nel dettaglio questo istituto, le forniture che possono beneficiare dell’intervento e come lo stesso si concretizza.

Cosa aspettate quindi? Per saperne di più su tutti i vantaggi e le potenzialità di questo tipo di incentivo, ascoltate il nostro podcast!

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Finanziamenti per PMI

L’(ulteriore) opportunità di finanziamento che vi proponiamo nella puntata di oggi è l’incentivo Smart&Start Italia, recentemente rifinanziato con 95 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Si tratta di un intervento volto a sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico che vogliono sviluppare prodotti, servizi o soluzioni innovative nel mondo dell’economia digitale oppure che sono coinvolte in progetti di valorizzazione della ricerca pubblica o privata.

Per tutti i dettagli, ascoltate il podcast!

Tutta la documentazione può essere reperita all’indirizzo http://www.smartstart.invitalia.it/site/smart/home.html.

Non hai voglia di ascoltare il podcast ma sei comunque interessato all’argomento?

Nessun problema! Qui sotto puoi trovare la trascrizione integrale (sebbene non fedelissima) dell’episodio n. 14 – Crediti all’esportazione.

MJ – Quattordicesima puntata di MCM il podcast di diritto per le piccole e medie imprese! Il podcast interamente realizzato da MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari e pensato per chi, come voi, ha un’attività imprenditoriale o lavora in un’impresa, oppure vuole mettere in pratica la propria idea di business.

Il nostro fine è quello di far conoscere di volta in volta gli aspetti del diritto più utili per l’impresa, le novità legislative o più semplicemente, le opportunità che il nostro ordinamento offre alle PMI.

Ma prima di iniziare mi presento, come si confà alle persone beneducate, io sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e socio fondatore di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari ed è mio dovere “avvertirvi” da subito che nel corso di questo podcast affrontiamo una serie di questioni giuridiche utilizzando un linguaggio quanto più semplice possibile, perciò – in certi casi – volutamente non tecnico. A causa di ciò, in alcuni passaggi potremmo quindi volontariamente cadere nell’imprecisione o nell’approssimazione. Quello che a noi importa, tuttavia, è riuscire a trasmettervi con chiarezza i concetti giuridici nel loro insieme, così da farvi percepire le grandi opportunità che la loro conoscenza può fornire alle vostre imprese.

Ricordo comunque che per ogni dubbio o necessità di approfondimento potete scriverci all’indirizzo podcast@studiolegalemcm.it.

Ma immergiamoci subito nel “cuore” del podcast; nella puntata di oggi vogliamo parlarvi di qualcosa di leggermente diverso rispetto ai temi giuridici finora affrontati. Vogliamo farvi conoscere un interessante strumento volto a favorire l’attività di esportazione delle PMI.

E per farlo, anche oggi, come ormai da qualche puntata, qui con me c’è l’avvocato Elisa Consonni.

EC – Benvenuti anche da parte mia a tutti voi, vecchi e nuovi ascoltatori.

Sì, come dicevi Matteo, oggi l’argomento del nostro podcast sarà un po’ diverso dal solito.

Vogliamo infatti aiutarvi a conoscere uno strumento molto utile, un incentivo per tutte quelle imprese che vogliono espandere la propria attività all’estero, gestito – per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico – da SIMEST S.p.A., una finanziaria nata negli anni ‘90 per favorire lo sviluppo internazionale delle imprese italiane e partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti, da alcune delle principali banche italiane e da Confindustria.

Lo strumento di cui sto parlando è l’istituto del ^credito all’esportazione^, una misura volta ad incentivare le esportazioni di beni e servizi in tutti i Paesi del mondo.

E in che modo questo strumento incentiva le esportazioni? Lo fa consentendo alle imprese italiane di offrire agli acquirenti e/o committenti esteri delle dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni vantaggiose, che altrimenti con buona probabilità non potrebbero essere offerte ai clienti esteri.

MJ – Proprio così. Ma cominciamo col dire a chi è dedicato l’intervento e quali sono le forniture ammissibili a questo tipo di finanziamento.

Come accennavi prima, l’intervento è dedicato a tutte le imprese esportatrici di beni e servizi, a condizione che non si tratti di beni destinati al consumo.

Nello specifico, l’incentivo è volto ad agevolare la vendita all’estero di prodotti o servizi italiani, aventi carattere di beni di investimento ovvero di quei beni che vengono acquistati per essere inseriti in un processo produttivo. Sono ammissibili al finanziamento in particolare le forniture di: macchinari, impianti e relativi studi, progettazioni, lavori e servizi, ma anche semilavorati o beni intermedi a condizione che questi siano destinati in via esclusiva ad essere integrati in beni di investimento.

Per quanto riguarda la copertura territoriale di questo intervento, essa è globale, nel senso che sono incluse le esportazioni verso qualunque Paese del mondo, ad eccezione di quelli per i quali il Consiglio dell’Unione europea ha adottato misure restrittive (ad esempio attualmente alcune misure restrittive sono in vigore nei confronti dell’Iran e della Russia relativamente alle azioni svolte in Ucraina).

EC – Vediamo ancora più nel dettaglio quali sono le caratteristiche che la fornitura deve avere per poter essere ammessa al finanziamento.

Innanzitutto, l’acquirente estero dovrà pagare il prezzo dei beni esportati in due modi diversi:

–          una quota pari ad almeno il 15% del prezzo deve essere corrisposta immediatamente entro il cosiddetto “punto di partenza del credito” (che coincide con la spedizione o con la consegna della merce o, nel caso di impianti “chiavi in mano”, con il collaudo preliminare);

–          il restante 85% viene corrisposto in rate al massimo semestrali, di norma consecutive ed uguali, la prima delle quali non oltre sei mesi dal “punto di partenza del credito”. Per quanto riguarda la durata della dilazione di pagamento, essa deve essere pari o superiore a due anni dal punto di partenza del credito.

Sull’importo così dilazionato, il compratore corrisponderà gli interessi sul debito residuo in linea capitale ad un particolare tasso agevolato detto ^CIRR Consensus^.

Si tratta di particolari tassi di interesse agevolati, stabiliti ed aggiornati mensilmente dall’OCSE, ed elaborati proprio per questo tipo di operazioni di supporto all’export.

I tassi variano in riferimento al Paese scelto per l’esportazione ed alla durata della dilazione di pagamento. In ogni caso, per farvi un’idea delle percentuali attualmente in vigore, potete consultare il portale della SIMEST (www.simest.it), dove trovate tutti i tassi aggiornati e suddivisi in base alla moneta di riferimento.

La misura agevolativa poi può essere messa in atto in due differenti modalità: quella del cosiddetto ^credito fornitore^ e quella del ^credito acquirente^.

La differenza fondamentale fra queste due ipotesi è che, nel primo caso, ovvero quello del ^credito fornitore^, il finanziamento viene concesso dalla banca all’impresa italiana esportatrice a fronte della dilazione di pagamento accordata dall’impresa al proprio cliente estero.

Nel caso del credito acquirente, invece, il finanziamento è direttamente concesso dalla banca all’acquirente estero.

Ma vediamo bene come funzionano i due strumenti appena accennati.

MJ – Partiamo dal credito fornitore che è l’ipotesi in cui l’impresa italiana esportatrice ottiene un finanziamento da una banca a fronte della dilazione di pagamento concessa al proprio cliente estero.

Il vantaggio consiste nel fatto che gli interessi corrisposti sull’importo finanziato saranno proprio gli interessi a tasso agevolato CIRR e non gli interessi a tasso fisso di mercato.

Sarà infatti SIMEST, il soggetto finanziatore, a versare alla banca la differenza (se positiva) fra gli interessi a tasso CIRR e gli interessi di mercato, tramite un intervento di stabilizzazione del tasso.

Ma il vantaggio per l’esportatore non si limita a questo.

Ciò che più rileva per chi decide di esportare i propri prodotti e servizi all’estero, concedendo dilazioni di pagamento, è infatti la certezza dell’incasso del credito.

E questa certezza può essere ottenuta grazie all’intervento di un ulteriore soggetto, la compagnia assicurativa SACE, che interviene in questo tipo di operazioni per garantire l’impresa esportatrice contro il rischio di mancato pagamento da parte del cliente estero.

Più nel dettaglio, attraverso la stipulazione di una polizza assicurativa con la SACE, l’esportatore italiano si vedrà garantire le proprie transazioni commerciali contro il rischio di mancato pagamento per eventi di natura politica e commerciale senza limiti di importo.

La polizza copre, inoltre, tutti i rischi accessori connessi all’esecuzione delle forniture, come ad esempio la revoca del contratto, la distruzione o il danneggiamento dei beni esportati, o l’indebita escussione di fideiussioni.

Ciò evidentemente con un grandissimo vantaggio per chi decide di esportare all’estero: l’impresa avrà infatti la certezza dell’incasso del credito e la possibilità quindi di concedere maggiori dilazioni di pagamento alle proprie controparti estere.

EC – La seconda modalità attraverso la quale può realizzarsi l’intervento di cui vi stiamo parlando è quella del ^credito acquirente^.

In questo caso, la banca italiana o estera stipula una convenzione finanziaria direttamente con l’acquirente estero per la concessione di un credito a medio/lungo termine al tasso CIRR.

Grazie al credito concesso, l’acquirente estero potrà quindi corrispondere gli importi dovuti all’esportatore italiano mediante prelievi sulla convenzione finanziaria stipulata con la banca, e l’impresa esportatrice emetterà i relativi documenti di spedizione/esecuzione della fornitura.

Anche in questo caso l’intervento della SIMEST consiste in un contributo in conto interessi al tasso di mercato in favore della la banca finanziatrice.

Nel caso del credito acquirente, la richiesta di intervento è sempre presentata alla SIMEST dalla banca italiana o estera coinvolta nell’operazione e che concederà quindi il finanziamento.

Nell’ipotesi del credito fornitore di cui parlava prima Matteo, la richiesta viene presentata dalla banca, ma può essere presentata anche direttamente dall’esportatore qualora si tratti di particolari operazioni che prevedono che il finanziamento venga concesso mediante lo sconto di titoli di credito sul mercato estero.

MJ – Riepilogando quanto fin qui detto, è evidente quindi che questo tipo di finanziamento comporta diversi vantaggi sia per l’impresa esportatrice sia per l’acquirente estero. Innanzitutto l’esportatore potrà ampliare la propria presenza sul mercato estero, grazie all’offerta di condizioni più competitive ai propri clienti esteri, e – ancor più importate – avrà certezza dell’incasso del credito proprio grazie alla polizza assicurativa SACE (i cui costi potranno essere ribaltati comunque sull’acquirente).

A sua volta, l’acquirente beneficerà di dilazioni di pagamento più ampie a tassi di interesse più vantaggiosi di quelli normalmente praticati dagli istituti bancari.

Ecco, questo per darvi un’idea delle potenzialità di questo strumento, che a prima vista può apparire un po’ complicato, ma che in realtà offre interessantissime opportunità alle imprese che vogliono migliorare la propria competitività all’estero.

Ma prima di concludere questa puntata del nostro podcast vogliamo regalarvi ancora qualche informazione utile per le vostre PMI.

EC – Esattamente. Come ormai d’abitudine, vogliamo segnalarvi un’altra opportunità di finanziamento per la vostra impresa e, in particolare, oggi vogliamo presentarvi l’incentivo Smart&Start Italia, recentemente rifinanziato con 95 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Si tratta di un programma che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico che vogliono sviluppare prodotti, servizi o soluzioni innovative nel mondo dell’economia digitale oppure che sono coinvolte in progetti di valorizzazione della ricerca pubblica o privata.

L’intervento finanzia progetti di spesa fra i 100 mila e 1,5 milioni di euro nella forma del mutuo senza interessi e senza richiesta di garanzie, per la durata massima di 8 anni. I costi coperti sono i costi di investimento e di gestione legati all’avvio del progetto, compresi i costi del personale dipendente.

La copertura è pari al 70% delle spese ammissibili, incrementabili fino all’80% qualora la startup sia costituita da giovani al di sotto dei 35 anni e/ o donne o abbia tra i soci un dottore di ricerca che rientra dall’estero.

C’è poi un agevolazione in più qualora si tratti di startup localizzate nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In questo caso infatti è prevista anche una quota di finanziamento a fondo perduto, pari al 20% delle spese ammissibili.

Si tratta di una procedura a sportello, quindi le domande verranno esaminate nell’ordine cronologico di presentazione (entro 60 giorni) e solo fino ad esaurimento delle risorse.

È sicuramente un progetto importante, come ci dicono i numeri di questa misura. Dall’avvio avvenuto nel settembre 2013, Smart&Start ha infatti finanziato oltre 700 startup per più di 200 milioni di euro di agevolazioni concesse.

MJ – Siamo giunti anche oggi al termine di questa puntata di MCM il podcast di diritto per le piccole e medie imprese.

Non siate troppo tristi, ci ritroverete qui puntualissimi fra due settimane con un nuovissimo ed interessantissimo episodio pensato apposta per voi!

Come sempre, speriamo di essere stati esaustivi e che abbiate trovato l’argomento interessante. Effettivamente alcuni passaggi della puntata odierna vi potranno essere sembrati complicati, non preoccupatevi! Per ogni dubbio, domanda o richiesta di informazioni aggiuntive potete contattarci direttamente all’indirizzo podcast@studiolegalemcm.it e saremo lieti di fornirvi ogni chiarimento ulteriore.

Non mi resta che ringraziarvi per averci ascoltato ancora una volta e invitarvi a condividere questa puntata con tutti coloro che pensiate possano essere interessati all’argomento di oggi. Se non l’avete già fatto, iscrivetevi al nostro canale Itunes o tramite il portale Spreaker.com, e soprattutto fateci conoscere le vostre opinioni; per noi è importantissimo perché è un vostro feedback è l’unico modo per sapere se l’impostazione che diamo al podcast vada o meno nella direzione giusta, che poi altro non è che fare qualcosa di utile per chi ascolta; ed il modo migliore per fare conoscere a noi e ad altri potenziali ascoltatori le vostre opinioni è certamente quello di postare una recensione su iTunes. Fareste un favore a noi, ma anche a voi stessi, perché ne ricevereste un podcast sempre migliore e maggiormente utile.

Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata di MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese.

pubblicato il 7 giugno 2017