Start up innovative. Come costituirle online e senza costi  – Ep. 8

Ep. 8 – Start up innovative – costituzione telematica

MCM Il podcast di diritto per le piccole e medie imprese

Avete un’idea imprenditoriale innovativa, un progetto che pensiate possa avere successo?

Volete avviare la vostra attività, ma siete spaventati dai costi elevati e dalla burocrazia eccessiva?

Dallo scorso luglio, è possibile risparmiare costi e attività burocratica grazie alla nuova procedura introdotta dall’art. 4 comma 10 bis del Decreto Investment Compact 2015, che permette di costituire start up innovative nella forma di S.r.l. direttamente online e gratuitamente, tramite la piattaforma www.startup.registroimprese.it.

Nell’ottava puntata di MCM il podcast di diritto per le piccole e medie imprese vi illustreremo tutti i vantaggi di questa nuova procedura telematica, individuando innanzitutto quali sono le società che possono beneficiare della novità legislativa.

Analizzeremo poi, più specificamente, le varie fasi del processo di costituzione telematico della start up innovativa, fino ad arrivare all’effettiva iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese, il tutto senza che i soci debbano mai recarsi fisicamente in alcun ufficio.

Se volete scoprire nel dettaglio questa nuova opportunità di cui possono beneficiare gli imprenditori che fanno innovazione, ascoltate il nostro podcast.

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Finanziamenti per PMI

L’opportunità di finanziamento che vi proponiamo nella puntata di oggi è il bando Export Business Manager,  che concede contributi a fondo perduto alle MPMI e alle reti d’impresa operanti in Lombardia per la realizzazione di progetti di promozione dell’export.

Ascoltate il podcast per un approfondimento sulle caratteristiche di questo intervento e per tutta la documentazione relativa al bando potete consultare il sito www.siage.regione.lombardia.it.

Materiali:

  1. Art. 4 comma 10 bis Decreto Investment Compact 2015;

  2. Art. 25 D.L. n. 179-2012;

  3. Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 20.07.2016;

  4. Nota Ministero dello Sviluppo Economico del 22.12.2016.

 

Non hai voglia di ascoltare il podcast ma sei comunque interessato all’argomento?

Nessun problema! Qui sotto puoi trovare la trascrizione integrale dell’episodio n. 8 – Start up innovative – costituzione telematica.

Buongiorno a tutti e benvenuti all’ottava puntata di MCM il podcast di diritto per le piccole e medie imprese! Il podcast che parla di diritto proprio a voi, che normalmente non vi occupate di questo nella vita, per permettervi di scoprire tutte le opportunità che l’evoluzione del diritto vi offre e che, se sfruttate al meglio, possono garantire alla vostra impresa o al vostro progetto di crescere ed avere successo.

Io sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e titolare di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari, e come già sperimentato nella scorsa puntata, anche oggi non sarò solo.

Anche questa puntata, infatti, sarà ‘a due voci’ in modo da creare una sorta di dialogo che consenta di rispondere più appropriatamente a quelle che – immaginiamo – potrebbero essere le domande che voi stessi vorreste porre durante l’ascolto. Pertanto, se avete voglia, domandate a podcast@studiolegalemcm.it.

Per questo motivo, seduta al mio fianco oggi c’è l’avvocata Elisa Consonni, con la quale ho preparato e realizzato questo episodio.

Buongiorno a tutti e benvenuti a questa nuova puntata del nostro podcast.

Oggi affrontiamo un argomento che, sono certa, potrà suscitare l’interesse di molti di voi, perché vogliamo parlarvi di una nuovissima opportunità di cui possono beneficiare le imprese e soprattutto tutti coloro che pensano di avere un progetto o un’idea innovativa e vogliono avviare la propria attività, ma magari sono spaventati dai costi e dalle procedure burocratiche che normalmente si troverebbero ad affrontare.

Dallo scorso luglio, è infatti sufficiente possedere un’idea imprenditoriale innovativa, una connessione internet ed un dispositivo per la firma digitale, per poter costituire totalmente online e gratuitamente la propria start up, senza necessità di atto pubblico e quindi senza bisogno dell’intervento del notaio.

Tutto ciò è possibile grazie alla nuova procedura prevista dall’art. 4 comma 10 bis del Decreto Legge n. 3/2015, le cui modalità attuative sono state approvate con decreto del Ministero dello Sviluppo economico, da ultimo rettificato lo scorso luglio 2016, momento in cui effettivamente la nuova modalità di costituzione telematica è diventata utilizzabile.

(Come di consueto, tutta la normativa che citiamo verrà caricata fra i materiali disponibili gratuitamente e pubblicati nella sezione podcast sul nostro sito internet www.studiolegalemcm.it).

Per darvi un’idea della rilevanza della misura introdotta e della crescita esponenziale dell’utilizzo di questa opportunità, pensate che lo scorso settembre (a due mesi dalla sua introduzione) le start up costituite online in Italia erano solo 25, mentre nel mese di dicembre, risultavano iscritte ben 180 start up innovative tutte costituite online.

Ma vediamo bene a chi si rivolge questa nuova opportunità da poco introdotta, perché non tutte le società ovviamente possono essere costituite in questo modo. Servono dei requisiti ben specifici.

Esattamente! Questa nuova procedura di costituzione online è infatti solo l’ultima delle semplificazioni e dei vantaggi di cui beneficia una particolare categoria di società, ovvero quella delle start up innovative. Per poter sfruttare questa opportunità occorre infatti voler dar vita ad una cosiddetta start up innovativa, nella forma di società a responsabilità limitata.

Si, ok, ma che cos’è una start up innovativa?

Si tratta di una società di capitali, quindi Spa, Srl, Sapa o società cooperative, le cui azioni tuttavia non siano quotate su un mercato regolamentato, e che abbia come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, torneremo dopo sul concetto di servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

È questo il requisito fondamentale che caratterizza questa tipologia di società e che giustifica la grande attenzione che è stata dedicata negli ultimi anni a queste imprese, proprio nell’ottica di favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolar modo l’occupazione giovanile. Il tutto con l’ulteriore finalità di promuovere lo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale, più favorevole all’innovazione, e attirare in Italia anche imprese e capitali esteri.

La normativa in materia di start up innovative, contenuta nel decreto legge 179/2012, all’art. 25 fissa poi una serie di ulteriori caratteristiche specifiche che devono necessariamente sussistere perché una società possa essere considerata start up innovativa, così sintetizzabili:

  • la start up non deve essere costituita da più di 60 mesi

  • deve avere la sede principale in Italia

  • deve avere una produzione annua inferiore ai 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di esercizio

  • non aver distribuito né distribuire utili

  • non nascere da una fusione, scissione o da cessione d’azienda o di ramo di azienda

  • possedere almeno uno degli ulteriori 3 requisiti elencati dalla normativa, che identificano il carattere innovativo della società, e relativi alla percentuale di spese sostenute per ricerca e sviluppo (che devono essere pari al15% del maggiore tra costo e valore totale della produzione della startup), all’impiego di personale altamente qualificato e/o alla titolarità di almeno una privativa industriale.

Come avrete capito anche voi, la maggior parte di questi requisiti non possono, e quindi non devono, sussistere nel momento della costituzione della start up, ma dovranno sussistere nel tempo per permettere alla start up innovativa di continuare ad essere iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese.

In particolare gli ultimi 3 requisiti, che qui vi ho solo accennato (ovvero quelli relativi alle spese per ricerca e sviluppo, al personale altamente qualificato e alla titolarità di privative industriali), sono detti anche requisiti di innovatività, perché riguardano proprio quelle caratteristiche legate all’innovazione tecnologica che la società deve possedere per essere considerata start up innovativa.

Ovviamente potete leggere la descrizione dettagliata dei requisiti di innovatività presente nel testo di legge, scaricando gratuitamente la normativa che abbiamo inserito fra i materiali di approfondimento presenti nella sezione podcast del nostro sito web www.studiolegalemcm.it. Data la complessità della normativa, non sempre di facile interpretazione, vi invitiamo comunque a contattarci per qualunque chiarimento e approfondimento, tramite l’indirizzo email podcast@studiolegalemcm.it.

Rimanendo sempre in tema di requisiti, volevo solo precisare che, come dicevi, la start up innovativa può rivestire la forma di qualunque società di capitali, ma – come anticipavamo – qualora i soci vogliano optare per la nuova procedura di costituzione online recentemente introdotta, la start up innovativa dovrà necessariamente rivestire la forma di società a responsabilità limitata.

Ciò detto, quello che resta comunque il requisito fondamentale di questo tipo di società è quello dell’innovazione.

Innovazione che deve emergere già dall’oggetto sociale della start up, e che si riflette sugli ulteriori requisiti richiesti per la costituzione della società e che abbiamo definito proprio come requisiti di innovatività.

Concentriamoci un attimo su questo aspetto perché è fondamentale per capire bene quali sono le società che effettivamente possono beneficiare della semplificazione di cui stiamo parlando.

Il modo più semplice è farvi qualche esempio, che non potevamo che trarre proprio dal nuovo portale telematico del registro delle imprese, che raccoglie i dati relativi alle migliaia di start up e PMI innovative attualmente costituite nel nostro Paese.

Tra queste troviamo, ad esempio, società che hanno progettato una nuova piattaforma per la gestione dell’attività di ricerca e selezione del personale che permette la verifica del curriculum tramite video interviste gestibili “on demand”; oppure altre che hanno ideato un nuovo sistema di bike sharing, basato sulla condivisione delle biciclette di proprietà degli utenti reso possibile grazie all’invenzione di un nuovo tipo di lucchetto smart; oppure ancora società che distribuiscono e forniscono energia elettrica attraverso l’utilizzo di nuovi sistemi elettrici più intelligenti e sostenibili.

Vediamo quindi che l’innovazione ha a che fare con l’introduzione, l’ideazione o l’implementazione di nuovi sistemi o metodi di produzione, in grado di cambiare e migliorare l’attuale stato delle cose, anche semplicemente tramite un nuovo modo di utilizzare e sfruttare tecnologie o processi produttivi già esistenti.

Ecco, se l’impresa innovativa possiede tutte le caratteristiche che abbiamo elencato sopra (la cui esistenza verrà attestata tramite un’autocertificazione del rappresentante legale al momento della costituzione), sarà possibile beneficiare della procedura di costituzione telematica.

Matteo, potresti spiegare esattamente in che cosa consiste e come funziona?

Certamente! Tutta la procedura di costituzione si realizza attraverso l’accesso alla piattaforma startup.registroimprese.it.

Tramite tale sito web, è possibile redigere online e sottoscrivere con firma digitale l’atto costitutivo e lo statuto della nuova società, utilizzando il modello standard presente sul sito, ovviamente conforme a tutti i dettami di legge.

Il portale vi permette di effettuare anche dei salvataggi intermedi del modello parzialmente compilato e di usufruire della funzione “controlla” utile per verificare se abbiate compilato effettivamente tutti i campi obbligatori e che i dati inseriti siano corretti.

Una volta terminata la procedura di compilazione, gli atti redatti dovranno essere sottoscritti con firma digitale.

Qualora si tratti di una società con più soci, ciascuno dovrà procedere alla sottoscrizione dell’atto con la propria firma digitale. L’intera procedura di sottoscrizione, in questo caso, dovrà essere completata entro il termine di 10 giorni dalla prima sottoscrizione e l’atto integralmente firmato verrà poi caricato sempre sul portale telematico.

A questo punto, l’atto dovrà essere registrato fiscalmente, tramite la funzione “registrazione” presente sempre sul sito web, attraverso la quale verrà trasmessa all’Agenzia delle Entrate in automatico tutta la documentazione sottoscritta, il modello 69 contenente la richiesta di registrazione (e compilato secondo le indicazioni presenti sul sito) e le ricevute di avvenuto pagamento delle imposte di registrazione.

Fatto ciò, il modello firmato e registrato fiscalmente dovrà essere trasmesso all’ufficio del Registro delle Imprese entro 20 giorni dalla sottoscrizione con firma digitale, mediante la Comunicazione Unica di richiesta di iscrizione della società (da predisporre e inviare anch’essa totalmente online).

L’ufficio del Registro effettuerà quindi tutti i controlli necessari.

Se le verifiche dovessero avere esito negativo, l’ufficio sospenderà il procedimento di iscrizione assegnando alla società un termine non superiore a 15 giorni per regolarizzare la pratica.

In caso contrario, entro 10 giorni dal deposito iscriverà provvisoriamente la start up all’interno della, attenzione!, sezione ordinaria del Registro delle Imprese.

La start up innovativa verrà poi iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese entro i successivi 30 giorni.

La start up innovativa resterà iscritta nella sezione speciale finchè manterrà i requisiti previsti dalla normativa e che abbiamo riepilogato sopra. In caso di perdita di tali requisiti o qualora non venga comunicata la continuità della sussistenza degli stessi (che vi segnaliamo andrà comunicata ogni sei mesi tramite presentazione dell’autocertificazione che abbiamo già menzionato), il conservatore del registro provvederà automaticamente alla cancellazione della start up dall’apposita sezione. Cosa che non comporterà comunque la cancellazione della società dalla sezione ordinaria.

È evidente che questa procedura presenta sicuramente notevoli vantaggi, primo fra tutti l’abbattimento dei costi del notaio, in quanto la procedura è totalmente gratuita.

Ma non solo. La procedura telematica presenta l’ulteriore vantaggio di consentire la costituzione di una società anche da parte di soci lontani fra loro, che si trovano magari agli estremi opposti del Paese. Abbiamo visto infatti che non è più necessaria la presenza fisica in un medesimo luogo di tutti coloro che vogliono dare vita alla start up innovativa, ma sarà sufficiente che ciascuno dei soci scarichi dalla piattaforma online il modello compilato e generato dal sistema telematico e lo firmi digitalmente, tutto comodamente da casa propria o dal proprio ufficio.

Evidentemente con un grande risparmio, oltre che di costi, di tempo e burocrazia.

Assolutamente sì. E il risparmio di costi è davvero notevole se pensiamo che l’intera procedura è totalmente gratuita.

Gli unici costi che gli imprenditori che decidono di costituire una start up si troveranno a sostenere, anche qualora si scelga di utilizzare questa procedura telematica, sono solo ed esclusivamente le imposte di bollo e di registro, imposte il cui pagamento dev’essere effettuato in ogni caso, ovvero indipendentemente dalla modalità di costituzione scelta (ordinaria o telematica).

In particolare, l’imposta di registro per la costituzione di s.r.l. con conferimento di denaro, è determinata in misura fissa pari a 200 Euro. Mentre l’imposta di bollo dovuta per l’atto di costituzione e per i documenti ad esso allegati è pari a 16 euro ogni 4 facciate scritte o, comunque, ogni 100 righe effettivamente utilizzate.

Potrete comunque trovare tutti i codici necessari per effettuare il versamento all’interno del comunicato stampa emesso in materia dall’Agenzia delle Entrate e disponibile gratuitamente per il download fra i materiali di approfondimento presenti nella sezione podcast sul nostro website www.studiolegalemcm.it.

Dato che abbiamo nominato le imposte di registro, ne approfitto per ricordarvi che se volete approfondire l’argomento, potete riascoltare la prima puntata di questo podcast interamente dedicata alle procedure di registrazione di atti e contratti, disponibile su Itunes, Spreaker e su www.studiolegalemcm.it.

Ora che abbiamo scoperto come fare per costituire una start up direttamente online, potreste chiedervi se questo procedimento sia diventato obbligatorio per tutti coloro che decidano di costituire una start up innovativa. Bene, non è così.

Come precisato anche da una nota del Ministero per lo Sviluppo Economico dello scorso 22 dicembre (che trovate anch’essa pubblicata su studiolegalemcm.it), questa modalità di costituzione telematica resta del tutto facoltativa per le start up innovative.

Ciò significa che coloro che decidono di costituire una start up innovativa potranno scegliere se utilizzare questa modalità semplificata oppure continuare ad utilizzare la modalità ordinaria per atto pubblico redatto a cura di un notaio.

Bene, direi che abbiamo detto tutto ciò che è necessario sapere per poter valutare l’interesse che ciascuno di noi potrebbe avere in materia di costituzione di start up innovative.

Prima di salutarvi, vogliamo regalarvi ancora qualche informazione utile per le vostre PMI. Abbiamo deciso infatti di terminare la puntata odierna e le prossime puntate di questo podcast segnalandovi quelle che riteniamo interessanti opportunità di finanziamento per piccole e medie imprese, start up o comunque per coloro che cercano fondi per sostenere o espandere la propria attività.

Oggi vi segnalo l’esistenza di un finanziamento rivolto a tutte le MPMI e le reti d’impresa operanti in Lombardia. Si tratta del Bando Export Business Manager che concede contributi a fondo perduto alle imprese per la realizzazione di progetti di promozione dell’export.

In particolare, vengono coperte dal finanziamento:

  • tutte le spese sostenute per l’acquisizione di servizi di promozione all’esportazione erogati direttamente da Export Business Manager e selezionabili tra quelli elencati da Regione Lombardia, fra cui ad esempio: attività di ricerca partner, studi di fattibilità, organizzazione di incontri B2B, contrattualistica e certificazioni, servizi legali e fiscali, ecc..;

  • le spese sostenute per l’acquisizione di altri servizi di promozione all’esportazione come ad esempio attività di comunicazione sui mercati target, web marketing mirato, creazione di siti web e portali anche in lingua inglese e/o del mercato target;

  • la partecipazione a fiere virtuali, comprensiva dell’affitto dello spazio espositivo, dei costi per l’allestimento della vetrina virtuale e dei servizi di programmazione di incontri virtuali;

  • la partecipazione a fiere internazionali in Italia e all’estero, comprensiva sempre dell’affitto dello spazio espositivo, del noleggio e allestimento e della pulizia degli stand, del trasporto di materiali e prodotti, dei servizi di interpretariato e hostess, di promozione e marketing.

Vi segnalo che attualmente risultano esaurite le risorse principali stanziate per questo bando, ma è ancora possibile presentare domanda per l’assegnazione delle risorse di riserva, già stanziate e ad oggi ancora disponibili. In ogni caso, potrete consultare la disponibilità delle risorse accedendo al sito www.siage.regione.lombardia.it

Come sempre, spero che possiate aver trovato utile e interessante l’argomento di oggi. Vi ricordo che per qualunque domanda, potete contattarci direttamente all’indirizzo email podcast@studiolegalemcm.it oppure, per l’assistenza o consulenza su casi specifici, ai nostri recapiti presenti sul sito internet www.studiolegalemcm.it.

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Per oggi è tutto. Non ci resta quindi che ringraziarvi per l’attenzione e darvi appuntamento alla prossima puntata di MCM il podcast di diritto per le piccole e medie imprese.

pubblicato il 15 febbraio 2017