La cambiale: un titolo di credito molto utilizzato nel nostro Paese – Ep. 32, 33 e 34

Ep. 32, 33 e 34 – La cambiale

MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese

Un vostro debitore vi ha consegnato una cambiale e non l’ha pagata? Non sapete cosa fare?

Volete garantire un’operazione finanziaria senza correre il rischio di perdere i vostri soldi?

Con questa puntata di MCM Il Podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese vi spiegheremo come funziona e cosa permette di fare la cambiale!

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Finanziamenti per PMI

Nella puntata n. 32 vi presentiamo il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 per aumentare i finanziamenti in ricerca e sviluppo sperimentale, tramite il quale Mediocredito Centrale eroga finanziamenti a medio-lungo termine  per la realizzazione di progetti di Ricerca e Innovazione nelle regioni del Mezzogiorno.

Per tutte le informazioni sull’incentivo ascoltate il podcast e visitate il sito www.mcc.it

Nella seconda puntata dedicata alla cambiale abbiamo deciso di parlarvi della Linea R&S per MPMI che si propone di favorire l’innovazione basata su investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle micro, piccole e medie imprese, anche di nuova costituzione, al fine di garantire ricadute positive sul sistema competitivo e territoriale lombardo.

Trovate tutti i dettagli all’interno del nostro podcast oppure visitando il sito web http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioBando/servizi-e-informazioni/cittadini/scuola-universita-e-ricerca/Universita-e-formazione-accademica/bando-design-competition-dubai-2020.

Nella terza e ultima puntata dedicata alla cambiale, vi parliamo invece degli incentivi previsti da Regione Lombardia per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori, che fanno parte del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020.

Ascoltate il podcast per tutte le informazioni aggiuntive e visitate il sito web http://www.psr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FEASR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-2018-misura-6-operazione-6.1.01-disposizioni-presentazione-domande.

Non hai voglia di ascoltare il podcast ma sei comunque interessato all’argomento?

Nessun problema! Qui sotto puoi trovare la trascrizione integrale degli episodi n. 32, 33 e 34 – La cambiale – Parte I, II e III.

MJ – Benvenuti a MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese!

Oggi voglio cominciare questa puntata seguendo due norme di buona educazione. La prima mi impone di scusarmi con tutti i nostri affezionati ascoltatori per il ritardo con cui questa 32sima puntata è stata messa on-line, ma l’attività di assistenza alle aziende sulla nuova normativa europea in materia di privacy (il c.d. GDPR) ci ha letteralmente investito con una ingente mole di lavoro. Ciò non dovrebbe influire sul nostro appuntamento bisettimanale ma – ahimé – è accaduto. Chiediamo venia.

La seconda norma di buona educazione, che a dire il vero sinora abbiamo sempre seguito qui a MCM, consiste nell’iniziare la puntata con le presentazioni. E cominciamo quindi con il presentare questo podcast.

Se ci conoscete, sapete già che il nostro podcast è stato creato per diffondere in modo semplice e non eccessivamente tecnico concetti di natura giuridica che trovano applicazione nella vita di tutti i giorni.

Accogliamo invece chi ancora non ci conosce nella speranza che diventi un fedele ascoltatore delle nostre pillole di diritto!!

L’idea che sta alla base del nostro podcast è quella di offrirvi uno strumento pratico e di facile consultazione che vi sia di supporto nella gestione della Vs. impresa.

L’appuntamento è ogni 15 giorni, e in ogni puntata selezioniamo e approfondiamo un tema giuridico che riteniamo di interesse o di particolare utilità per le aziende.

Io sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e titolare di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari.

In questa puntata del podcast e nella prossima sarò insieme all’avv. Elisa Consonni per parlarvi della cambiale, uno strumento molto diffuso nonostante si pensi, al contrario, che non abbia più applicazione.

Per qualsiasi domanda o dubbio o semplicemente per sottoporci un caso pratico, scriveteci all’indirizzo e.mail podcast@studiolegalemcm.it. Sarà per noi un piacere darvi riscontro e approfondire ogni quesito.

Nell’apposita sezione podcast del nostro sito www.studiolegalemcm.it, potrete poi scaricare i materiali collegati a questa puntata!

Buon ascolto!

EC – Do anche io il benvenuto a tutti ed entro subito nel vivo specificando che la funzione tipica della cambiale è quella di differire il pagamento di una somma di denaro.

La cambiale attribuisce inoltre a colui che la riceve (il cd. prenditore) la possibilità di monetizzare agevolmente il credito riscosso con il trasferimento del titolo.

La cambiale è, quindi, essenzialmente uno strumento di pagamento.

Per questo motivo, ad esempio, se devo pagare 500 euro a Matteo Majocchi entro il 30 giugno, posso emettere una cambiale per quell’importo. La firmo e il gioco è fatto.

Alla scadenza, Matteo dovrà semplicemente presentarmela per l’incasso: io pagherò con il denaro e Matteo mi restituirà il titolo, la cambiale appunto.

Se invece non dovessi pagare – come vedremo meglio in seguito – la cambiale costituisce un titolo esecutivo sul quale Matteo potrebbe basare un’azione esecutiva per ottenere in via forzata il pagamento della somma indicata sulla cambiale stessa, nel nostro esempio 500 euro.

MJ – Solo da questa breve descrizione si intuisce che gli argomenti da approfondire sono veramente tantissimi!

Partirei da una distinzione di fondo tra le due diverse tipologie di cambiali previste dalla legge:

cambiale tratta e vaglia cambiario (o pagherò cambiario).

Per meglio comprendere la differenza tra le due fattispecie, specifichiamo che, nel caso della cambiale tratta, siamo in presenza di un rapporto tra tre soggetti.

Abbiamo infatti, un primo soggetto (che in termini tecnici si definisce “traente”) che ordina ad un altro (il cosiddetto “trattario”) di pagare una certa somma di denaro al creditore.

Perché questo avviene? In sostanza si tratta di un modo efficace per estinguere contemporaneamente due obbligazioni: Mario (traente) compila e firma una cambiale tratta, ordinando al suo debitore Giovanni (trattario) di pagare una certa somma di denaro ad Andrea, così estinguendo l’originario debito di Mario nei confronti di quest’ultimo.

Insomma, con un unico passaggio si estinguono due diversi rapporti di debito-credito.

Diversamente, nel caso del vaglia cambiario, il rapporto è tra soli due soggetti. In questo caso chi emette la cambiale promette ad un altro soggetto suo creditore di pagare una certa somma di denaro.

EC – Ma come funziona la cambiale nella vita pratica? Infatti finora abbiamo visto le tipologie di cambiale, ora capiamo invece come bisogna fare per emettere una cambiale.

Specifico, prima di tutto, che nella prassi si usa principalmente il vaglia cambiario, nel quale come abbiamo visto il rapporto è tra soli due soggetti.

Il debitore emette la cambiale a favore del creditore, come nell’esempio che abbiamo appena visto.

Per emettere la cambiale, si usano dei moduli prestampati da acquistare in tabaccheria che hanno due facciate:

sulla facciata anteriore, bisogna inserire a penna o con la macchina da scrivere i dati essenziali del rapporto tra creditore e debitore, cioè: la data e il luogo di emissione, l’importo dovuto sia in numeri sia in lettere, il nome del creditore, tutti i dati del debitore (nome e cognome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo).

Sempre sulla facciata anteriore ci sono altri due spazi: uno è predisposto per la cd. domiciliazione bancaria. Si tratta di inserire i dati della banca del debitore. In questo modo, il creditore, per incassare la somma portata dalla cambiale, dovrà semplicemente recarsi presso la propria banca che, per suo conto, si preoccuperà di contattare la banca del debitore come indicata sulla cambiale e esigere il pagamento del dovuto.

L’altro spazio, invece, è dedicato alle firme di chi l’ha emessa e quelle per l’eventuale avallo. Soffermiamoci un attimo sull’avallo. È infatti possibile che un terzo soggetto garantisca (alla stregua di una fideiussione) il pagamento della cambiale. Questo significa – come diremo più avanti – che se il debitore non dovesse pagare, il creditore avrà diritto di esigere il pagamento della cambiale direttamente dall’avallante, per il solo fatto che costui ha firmato il titolo.

MJ – Sulla facciata posteriore, invece, vi sono degli spazi con due precise funzioni: l’apposizione delle marche da bollo e le firme delle girate.

Ma procediamo con ordine!

Per quanto riguarda le marche, bisogna rammentare che la cambiale deve essere regolare anche da un punto di vista fiscale.

Al momento della compilazione, è necessario acquistare e apporre sulla facciata posteriore del titolo marche per un importo pari al 1,2% dell’importo indicato sulla facciata anteriore.

Quindi se la cambiale è emessa per 5.000 euro, le marche da apporre dovranno essere di importo pari a 60 euro, ovvero 5.000 * 1,2%.

Attenzione però! Se non si appone la marca, la cambiale può circolare comunque (nel senso che è ancora valida, non è nulla) ma perde tuttavia il suo valore esecutivo.

Cosa significa nella pratica? Significa che se chi ha emesso la cambiale non ne esegue spontaneamente il pagamento alla scadenza, allora colui che si trova in possesso della cambiale non potrà richiedere l’immediato intervento della forza pubblica (attraverso lo strumento dell’azione forzata), ma dovrà necessariamente munirsi in via preventiva di un (diverso) titolo esecutivo, un Decreto ingiuntivo per esempio, oppure una Sentenza.

Nella prossima puntata, vi spiegheremo meglio quali sono i rimedi nell’ipotesi in cui il debitore non paghi e quali azioni possono essere esercitate per recuperare i soldi portati dalla cambiale.

EC – L’altro importantissimo spazio sulla facciata posteriore della cambiale è quello dedicato alle girate.

La cambiale, infatti, circola mediante girata.

Ciò significa che il creditore che riceve una cambiale dal proprio debitore, può – a sua volta – utilizzarla per pagare un proprio debito semplicemente girandola al suo creditore.

La girata in sostanza è un ordine, un ordine che il girante rivolge a chi ha emesso il titolo, affinchè il debitore paghi la somma scritta sulla cambiale al soggetto a cui risulta essere stata girata la cambiale stessa.

Ma facciamo un esempio per capire meglio:

Se Mario è creditore di Giovanni, Giovanni può emettere una cambiale per pagare Mario. Se Mario, a sua volta, è debitore di Luca, Mario potrà girare la cambiale ricevuta da Giovanni ed a sé intestata in favore di Luca. In questo modo, Luca potrà chiedere direttamente a Giovanni il pagamento dell’importo del credito indicato nella cambiale e, di fatto, Mario non dovrà più fare nulla.

In questo modo, si semplificano i traffici commerciali, e crediti e debiti sorti per motivi del tutto diversi possono essere soddisfatti evitando una lunga serie di passaggi.

Nel nostro esempio, infatti, Giovanni dovrebbe pagare Mario. A questo punto, Mario dovrebbe poi pagare Luca. Con la girata, eliminiamo un passaggio inutile: Giovanni paga Luca direttamente!

Questo accade ovviamente solo se tutti pagano quello che devono!

Bisogna però ricordare che chi gira la cambiale diventa obbligato ed è solidamente responsabile per il pagamento della cambiale, quindi, usando una terminologia più tecnica diventa obbligato di regresso.

Perciò, se chi ha emesso il titolo, cioè il debitore, non dovesse pagare, colui che si trova nel legittimo possesso della cambiale in seguito ad una serie di girate potrà richiederne il pagamento anche a colui o coloro che hanno ricevuto ed a loro volta girato la cambiale.

MJ – Siamo così giunti alla conclusione della prima parte del nostro podcast in tema di cambiale!

State con noi anche per la prossima puntata nel corso della quale andremo a scoprire quali sono gli elementi essenziali della cambiale, cosa accade se il debitore non pagasse alla scadenza e che cosa è il protesto!

Non perdete il prossimo podcast di MCM!

Prima di salutarci, chiudo anche questa puntata con la segnalazione di un finanziamento che ritengo possa essere interessante per la vostra PMI.

Oggi in particolare voglio parlarvi del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 per aumentare i finanziamenti in ricerca e sviluppo sperimentale, tramite il quale Mediocredito Centrale (su incarico della Banca Europea per gli Investimenti) eroga finanziamenti a medio-lungo termine  per la realizzazione di progetti di Ricerca e Innovazione nelle regioni del Mezzogiorno.

Sono ammissibili investimenti ad alto contenuto tecnologico, non ancora completati, nelle 12 aree di specializzazione dell’aerospazio, agrifood, blue growth, chimica verde, design, creatività e made in Italy, energia, fabbrica intelligente, mobilità sostenibile, salute, comunità intelligenti, sicure e inclusive, tecnologie per gli ambienti di vita, tecnologie per il patrimonio culturale.

Possono accedere ai finanziamenti le grandi imprese, mid-cap, pmi, università ed enti di ricerca pubblici e privati localizzate nelle regioni del Sud Italia. I finanziamenti hanno una durata da 24 a 84 mesi per progetti di dimensioni significative e solo per importi superiori a 500.000 euro.

Tutte le informazioni ulteriori per accedere ai finanziamenti potrete trovarle sul sito di Mediocredito Centrale, all’indirizzo www.mcc.it.

Bene, anche per oggi è davvero tutto. Noi come sempre vi chiediamo, laddove abbiate trovato questo contenuto interessante, di condividerlo quanto più possibile con altre persone affinché anche altri, oltre a voi, possano trarne benefici. Così come vi invito a lasciare la vostra recensione su ITunes, nonché a votare il nostro Podcast possibilmente con il massimo dei voti.

Un ringraziamento e un saluto a tutti!

Ci aggiorniamo a breve con MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese e la seconda puntata in tema di cambiale!

Arrivederci!

pubblicato il 28 giugno 2018

 

MJ – Bentornati a MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese!

Nel nostro podcast affrontiamo in modo semplice, pratico e di facile consultazione alcuni temi di diritto che possono interessarvi o esservi utili nella gestione della Vs. PMI.

Io sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e titolare di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari.

Quest’oggi, insieme ad Elisa Consonni, affrontiamo la seconda puntata sulla cambiale.

Vi ricordo brevemente che per ogni dubbio o quesito potete scriverci all’indirizzo e.mail podcast@studiolegalemcm.it, mentre nell’apposita sezione podcast del nostro sito www.studiolegalemcm.it, potrete poi scaricare i materiali collegati a questa puntata!

Dopo avervi illustrato che cosa è una cambiale e come si compila, oggi vediamo quali sono i requisiti essenziali della cambiale e cercheremo di capire cosa accade nel caso in cui una cambiale non venga pagata alla scadenza.

EC – Partirei intanto col dire che la cambiale, come abbiamo avuto modo di vedere nella scorsa punta, consiste in un mezzo di pagamento con una determinata scadenza.

Ovviamente la cambiale ha anche alcuni requisiti che devono essere rispettati perché sia valida.

In particolare, alcuni requisiti sono previsti a pena di nullità e sono quindi considerati requisiti essenziali. E sono: la denominazione di cambiale, l’ordine o la promessa di pagamento, il nome di chi emette il titolo e del soggetto a favore del quale il titolo viene emesso (detto anche primo prenditore), la data di emissione e la sottoscrizione del debitore.

Questi sono quindi i requisiti in mancanza dei quali la cambiale è da considerarsi nulla.

Altri requisiti sono invece requisiti formali, che possono anche mancare in quanto, se non risultano dal titolo, la lacuna è colmata dalla legge: a) quanto alla scadenza, se mancasse si intende che la cambiale è pagabile a vista; b) quanto al luogo di emissione, in caso di assenza si intende quello indicato accanto al traente o all’emittente (che generalmente consiste nel suo luogo di domicilio); c) quanto al luogo di pagamento, si intende il luogo di emissione del titolo.

Se invece dovesse mancare il bollo, di cui vi abbiamo già detto, questa mancanza non incide sulla validità della cambiale, ma la priva della qualità di titolo esecutivo.

Quando la cambiale è sprovvista di uno o più dei requisiti essenziali che abbiamo appena visto si definisce cambiale in bianco.

Chi sceglie di far circolare una cambiale di questo tipo lo fa solitamente perché non è in grado di indicare alcuni dati come ad esempio l’importo (perché magari il credito non è ancora certo) oppure la scadenza (perché non sa entro quando riuscirà ad onorare il debito). Questi aspetti potrebbero non essere determinabili al momento di emissione del titolo, ma solo successivamente.

In questo caso, chi emette una cambiale in bianco lo fa a proprio rischio e pericolo, perché ovviamente il creditore potrebbe compilare da sé  gli spazi mancanti, in maniera diversa da quanto pattuito, ad esempio per poter incassare un importo maggiore o per farlo prima di quanto previsto in accordo con il debitore.

Se accadesse una cosa del genere e il debitore non fosse in grado di dimostrare che alcuni dati della cambiale sono stati “riempiti” senza il proprio consenso, dovrà comunque provvedere al pagamento e potrà soltanto chiedere successivamente il risarcimento dei danni all’autore dell’abusivo riempimento.

MJ – Abbiamo visto quindi che sulla facciata anteriore della cambiale, troviamo il nome del creditore, l’importo da pagare e la data entro cui pagarlo.

Ci sono quindi tutti gli elementi necessari per consentire al debitore che ha emesso la cambiale di poter procedere al saldo del suo debito.

Può però accadere che, nel momento in cui il creditore presenta la cambiale per incassare quanto gli è dovuto, ottenga una risposta negativa.

Nella prassi, tale presentazione viene effettuata dalla banca grazie alla compilazione dell’apposito spazio sulla cambiale destinato alla domiciliazione.

Se la banca del debitore, a fronte della presentazione, risponde che non vi sono fondi per il pagamento, la cambiale viene inviata dal notaio per l’elevazione del protesto.

EC – esattamente.

Il protesto è l’atto con il quale viene dichiarato, da parte di un notaio oppure da un ufficiale giudiziario oppure ancora da un segretario comunale, il mancato pagamento della somma indicata nella cambiale.

Il protesto viene annotato in un apposito registro pubblico tenuto dalla Camera di Commercio e ha la funzione, che potremmo definire sociale, di rendere noto a tutti che chi ha emesso quella cambiale non è un buon pagatore.

Il protesto rimane annotato in questo registro per 5 anni, a meno che non si decida di seguire uno specifico iter concesso dalla legge per ottenerne la cancellazione.

Si tratta di una procedura che prevede il pagamento di quanto dovuto, cioè dell’importo indicato sulla cambiale, maggiorato degli interessi e delle spese di protesto.

Vi sono due diverse ipotesi, legate al  momento del pagamento del debito:

Se la cambiale è stata pagata entro 12 mesi dalla data in cui è stato annotato il protesto, il debitore può chiederne la cancellazione presentando alla Camera di Commercio l’apposita domanda a cui andrà allegata la cambiale in originale e la quietanza di pagamento rilasciata dal creditore, che dovrà attestare il pagamento dell’importo indicato nella cambiale, degli interessi e delle spese. È quindi necessario che il debitore dopo aver pagato ottenga dal suo creditore un documento con cui questo attesta l’avvenuto saldo di tutto quanto dovuto.

Se, invece, la cambiale è stata pagata dopo 12 mesi dalla data del protesto, l’interessato può chiedere la cancellazione dal Registro dei Protesti, ma prima di poter fare questa richiesta è necessario un apposito decreto di riabilitazione che viene rilasciato dal Tribunale competente (sulla base della residenza o della sede legale del debitore). In questo caso, la procedura è un po’ più complessa: sarà necessario presentare un’apposita istanza al Tribunale con cui si dimostra di aver pagato il dovuto e si chiede che il Giudice autorizzi la riabilitazione. Ottenere il decreto di riabilitazione non equivale automaticamente alla cancellazione del protesto. Una volta ottenuto il decreto, infatti, bisognerà fare un’apposita richiesta di cancellazione per avvenuta riabilitazione, alla Camera di Commercio.

MJ – Abbiamo concluso anche questa puntata del nostro podcast, ma non abbiamo ancora esaurito l’argomento!

Abbiate un po’ di pazienza e restate con noi anche per la prossima puntata del podcast, dove vedremo nel dettaglio che cosa si può fare quando il debitore non paga l’importo della cambiale e quali sono le azioni che la legge consente di porre in essere in mancanza di pagamento spontaneo.

Prima di salutarvi, vi segnalo anche oggi un finanziamento che ritengo possa essere interessante per voi.

Oggi in particolare voglio presentarvi gli incentivi previsti da Regione Lombardia per la costituzione di nuove aziende agricole da parte di giovani agricoltori, che fanno parte del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020.

In particolare, possono partecipare tutti i titolari di una impresa agricola individuale

L’aiuto è concesso sotto forma di premio di primo insediamento ai giovani agricoltori e prevede un pagamento forfettario in due rate.

L’importo del premio, in relazione alla zona dove è ubicata l’azienda in cui avviene il primo insediamento, potrà essere di: € 30.000 nel caso di insediamento in zone svantaggiate di montagna; oppure di € 20.000 in altre zone.

La domanda potrà essere presentata fino al 30 aprile 2019 esclusivamente per via telematica tramite la compilazione della domanda informatizzata presente nel Sistema Informatico delle Conoscenze della Regione Lombardia (Sis.Co.).

Per oggi è davvero tutto!

Come al solito vi ringrazio per averci dedicato qualche minuto del vostro prezioso tempo e spero che in cambio abbiate potuto ricavare utili informazioni, da applicare nella vostra vita lavorativa e pratica.

Se la puntata vi è piaciuta, vi ricordo che ci farebbe molto piacere conoscere la vostra opinione e leggere le vostre recensioni su Spreaker e su Itunes. Vi invito poi a condividere questo podcast con tutti coloro che pensiate possano essere interessati all’argomento sui vostri profili social.

Ancora una volta vi ringrazio per l’ascolto e vi invito a non perdervi la prossima puntata del nostro podcast MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese dove termineremo l’argomento della cambiale!

Arrivederci!

pubblicato il 12 luglio 2018

MJ – Bentornati a MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese!

Io sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e titolare di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari.

Anche oggi mi trovo insieme all’avv. Elisa Consonni, per terminare il nostro viaggio alla scoperta della cambiale!

Nelle scorse puntate abbiamo visto insieme cos’è una cambiale, qual è il suo scopo, quali elementi deve contenere e che cosa accade se il titolo non viene pagato alla scadenza pattuita.

Oggi, concluderemo l’argomento parlando insieme a voi dei rimedi che possono essere azionati qualora il debitore non paghi l’importo indicato nella cambiale.

Prima di passare la parola ad Elisa, vi ricordo come al solito che il nostro podcast si rivolge principalmente a chi nella vita non si occupa di diritto, ma a chi fa impresa e proprio per questo motivo utilizziamo a volte termini non troppo tecnici e semplifichiamo per quanto possibile i concetti giuridici per permettere a tutti i nostri ascoltatori di poter comprendere meglio l’argomento che trattiamo. Per ogni dubbio potete sempre scriverci all’indirizzo e.mail podcast@studiolegalemcm.it!

EC – Ciao Matteo e bentornati a tutti voi.

Se ci avete seguito nelle scorse puntate avrete notato che tutto quanto vi abbiamo descritto in precedenza, presupponeva il pagamento della cambiale. Anche nel caso dell’elevazione del protesto, nelle ipotesi che abbiamo fatto il nostro debitore, pur di ottenerne la cancellazione, ad un certo punto paga il proprio debito maggiorato di interessi e spese di protesto.

Tuttavia, abbiamo tantissimi casi in cui il debitore, anche se protestato, non può o non vuole provvedere al pagamento.

In questi casi, che cosa possiamo fare?

Ecco dobbiamo ricordare che la cambiale è un titolo esecutivo sulla cui base è possibile procedere con un pignoramento.

Senza volervi annoiare con troppi dettagli tecnici, bisogna sapere che una cambiale correttamente compilata, bollata e protestata, ci consente di notificare al nostro debitore un atto di precetto e quindi di iniziare il pignoramento dei conti correnti, di un immobile e così via.

Non si deve pertanto fare una causa vera e propria se si ha una cambiale. A ben pensarci ciò è logico: la cambiale esprime una sorta di promessa di pagamento. Il debitore, come abbiamo già detto, con l’emissione della cambiale si impegna a pagare una certa cifra in una data determinata.

Per la legge ciò è sufficiente per conferire alla cambiale il valore di titolo esecutivo.

Devo però specificare che si tratta di un titolo esecutivo stragiudiziale (non emesso dal Tribunale) e ciò non consente – ad esempio – di iscrivere un’ipoteca sugli immobili del debitore. Per arrivare a tale risultato, sarà necessario richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo, basato sulla cambiale, che costituisce un idoneo titolo esecutivo giudiziale per l’iscrizione dell’ipoteca.

MJ – Aggiungo a quanto hai appena detto che se la cambiale non è in regola con il bollo, essa perde il valore di titolo esecutivo e ciò preclude la possibilità di usarla per il precetto e il successivo pignoramento.

Se vi doveste trovare in questa situazione, non disperate!

La soluzione c’è comunque.

Abbiamo infatti detto che la cambiale costituisce una promessa di pagamento…

Sul titolo si legge …pagherò a… per la legge queste parole implicano un espresso impegno al pagamento del dovuto.

Per cui se manca il bollo o è insufficiente, l’unica soluzione per recuperare il nostro credito, è quella di chiedere un decreto ingiuntivo basato sulla cambiale, quale promessa di pagamento.

Ciò ci consentirà di avere un decreto ingiuntivo, che è un titolo esecutivo, sulla cui base notificare l’atto di precetto e poi iniziare il pignoramento.

EC – È tuttavia evidente che se si agisce sulla base della cambiale si riducono considerevolmente i termini dell’azione!

Tenete presente che a Milano, per ottenere un normale decreto ingiuntivo si deve mettere in conto una tempistica che, in media, va dai 40 ai 60 giorni.

Con la cambiale, invece, ho già il titolo esecutivo e posso subito notificare l’atto di precetto. Ciò mi fa indubitabilmente guadagnare tempo, soprattutto se devo pignorare velocemente i beni del debitore perché temo che li possa far sparire!

Inoltre, se sulla cambiale ho la firma per avallo di un altro soggetto, ho anche la libertà di agire nei suoi confronti esattamente come se fosse il mio debitore!

Capita spesso infatti che il creditore, al momento dell’emissione di una cambiale richieda o pretenda che la stessa sia avallata – per sua garanzia – da un altro soggetto capiente.

Si pensi a Mario che deve 10.000 euro a Luca e non abbia alcun bene intestato. Luca, preoccupato che Mario non paghi e, soprattutto, del fatto che non abbia beni aggredibili, può pretendere che Giovanni, noto proprietario di immobili, firmi la cambiale per avallo. Così se Mario non dovesse pagare la cambiale, Luca potrà agire direttamente sui beni di Giovanni con la sicurezza di recuperare il suo credito, aumentato delle spese legali e degli interessi!

Come si può vedere la cambiale, nonostante molti pensino che non sia più in uso, è un pratico strumento sia come mezzo di pagamento dilazionato, sia come garanzia in operazioni finanziarie, anche di rilevante importanza.

MJ – Siamo giunti al termine anche di questa puntata del nostro podcast e anche oggi, vi segnalo un finanziamento che ritengo possa essere interessante per la vostra PMI.

Oggi in particolare voglio parlarvi dell’iniziativa Design Competition in Expo Dubai 2020 promossa da Regione Lombardia e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con il Politecnico di Milano, che si rivolge a giovani designer che intendono realizzare, con l’endorsement di imprese lombarde, prototipi di idee progettuali che saranno presentati in occasione dell’evento Expo Dubai 2020.

Obiettivo del bando è l’individuazione di idee progettuali presentate da giovani designer insieme alle imprese interessate a realizzarne il prototipo, sul tema “Connecting spaces”.

Tutte le idee progettuali dovranno collegarsi alle tematiche di Expo Dubai 2020, ovvero Sustainability, Mobility e Opportunity, e dovranno porre l’accento sull’innovazione di prodotto e di processo.

Possono presentare domanda di partecipazione team composti da giovani designer (under 35 e con titolo di studio nell’ambito del design, architettura e ingegneria) e imprese che abbiano sede in Lombardia.

Il finanziamento consiste in un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di 20.000,00 euro pari al 100% della copertura delle spese sostenute per lo sviluppo del prototipo, oltre che nella possibilità di esporre il prototipo a Expo Dubai 2020.

Le domande di partecipazione devono essere presentate a Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi fino al 22 gennaio 2019, accedendo allo sportello virtuale dall’indirizzo web www.deco.regione.lombardia.it.

La puntata di oggi è giunta al termine.

Spero che il nostro podcast vi sia stato utile per capire come funziona la cambiale e quali sono le azioni che consente di porre in essere in caso di mancato pagamento!

Nel caso in cui abbiate esigenze concrete e specifiche e vogliate capire come procedere nel caso in cui un vostro debitore non vi abbia pagato una cambiale o come strutturare un piano di rientro garantito dal rilascio di cambiali, vi invitiamo a rivolgervi ad un professionista, che vi possa affiancare nella decisione di adottare questo strumento.

Lo Studio MCM è a vostra completa disposizione.

Se avete trovato il contenuto di questo podcast interessante, vi invito a condividerlo quanto più possibile con altre persone affinché possano beneficiarne. E non dimenticate la recensione del nostro podcast su ITunes votandolo con il massimo dei voti.

Vi ringrazio per l’ascolto e vi saluto, invitandovi a scaricare la prossima puntata del nostro podcast MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese a breve disponibile!

Arrivederci!

pubblicato il 25 luglio 2018